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TARQUINIA & TARCHON LUXURY B&B.

 

 
Tarquinia: la storia della città e di Tarchon, eventi e tour, mappa, webcam

Tarchon è l’eroe indovino che fondò la città di Tarquinia.Tutti coloro che hanno opportunità di visitare la nostra città difficilmente riescono a dimenticarla, in quanto sul colle della Civita, l’antica Tarchna, città di Tarchon, è sepolta solo da un soffice strato di terra dorata sotto cui misteri ed incanti si cumulano da millenni.Infatti, se nessuna città etrusca nacque mai a caso e in un sito qualunque, Tarquinia che fu il punto di incontro di immense forze spirituali, sorse in un luogo molto speciale, nel quale confluivano, e confluiscono ancora inseparabilmente connesse tra loro, tutte le energie del mondo terreno, celeste, e degli inferi.E solamente qui, non altrove, il mitico TARCHON, eroe massimo e primigenio fu protagonista del prodigio dal quale tutto ebbe origine.Tarchon, irradiato di divinità, assorbì in ogni sua fibra la rivelazione della religione e la raccolse nei libri Tagetici ; poi tracciò intorno al luogo del prodigio il perimetro della città sacra, la prima di tutte le città etrusche, alla quale dette il suo nome: Tarch-na, città di Tarch-on, Tarquinia.Tarchon volle che Tarquinia, la città che portava il suo nome, fosse come una cellula del Tutto, inserita armonicamente in un ordine omnicomprensivo, governato e determinato dai numi.Qui il terreno ed il divino, il naturale ed il soprannaturale, la terra, il cielo e l’Ade, dovevano strettamente connettersi.La fondazione rituale di Tarchna-Tarquinia nel luogo dove era stata rivelata l’unificante religione tabetica fu un evento d’importanza fondamentale perché da esso nacque e si conformò tutta la nazione etrusca.Perciò Tarchon venne considerato il fondatore, non solo simbolico, di molte altre città-stato che si riunivano in leghe di dodici e, simile al Mosè degli ebrei al quale Dio stesso aveva dettato le tavole della legge, fu onorato come il massimo legislatore dell’antichità italica preromana.Sulla vita di Tarchon si intrecciarono già dall’antichità tante leggende diverse.Si volle che fosse nato da Ati, re della Lidia, oppure da Telefo, figlio di Ercole, e allattato da una cerva.La madre di Tarchon appartenne alla stirpe regale di Priamo di Troia, forse fu Hiera la santa, più bella di Elena e più coraggiosa di tutte le donne perché mori nell’affrontare tutti gli Achei.La sorella, si disse, fu Rumlua che, sposa di Enea nel Lazio, dette il suo nome alla città di Roma.Il fratello fu il leggendario Tyrsenos, così grande che il mare degli Etruschi si chiama ancora, come lui, Tirreno.Tarchon e Tyrsenos principi della Lidia superarono, come Ulisse, le insidie di molte tempeste e approdarono per volere dei Numi sulle coste occidentali dell’Italia, ancora chiuse dall’immobilità di un sonno profondo e senza tempo e, riversandovi il soffio vitale della civiltà, vi misero in moto il cammino della storia.I loro uomini, che solo i romani chiamarono Etruschi, presero il nome di Tyrsenoi, Tirreni, con il quale furono ovunque conosciuti, ammirati e talvolta temuti.In realtà il nome che gli Etruschi davano a se stessi era quello di Rasna o Rasenta.
 
 
 

Tarquinia: cenni sulla storia

La città di Tarquinia è situata su un colle alla sinistra del fiume Marta, a breve distanza dalla via Aurelia e dal Mar Tirreno. Tarquinia (vt) lazio italy è ricca di preziosi monumenti medioevali, deve la sua notoriètà soprattutto alle straordinarie testimonianze etrusche presenti sul suo territorio.Città dai molteplici aspetti ed interessi, custodisce preziose ed autentiche testimonianze d’arte e di storia; è per questo che il turista, visitandola, viene trasportato nel passato ripercorrendo la storia più remota e misteriosa. Tarquinia capitale etrusca essa accoglie ancora oggi sul suo territorio, ricco di misteri e di tesori nascosti, le vestigia di un popolo vitale e gaio che ha saputo realizzare un sicuro modello di civiltà e di progresso. Lo spirito etrusco a Tarquinia viterbo lazio italy è ancora vivo. Città medioevale, rinascimentale e settecentesca, racchiusa all’interno di una solida cinta muraria conserva un suggestivo e caratteristico centro storico ricco di chiese, monumenti, palazzi in uno scenario di autentica bellezza. Tarquinia è anche città verde e di mare e il visitatore che oggi la scopre ha l’opportunità di praticare attività sportive, fare passeggiate o semplicemente rilassarsi sulle rive del Mar Tirreno, sotto il tepore dei raggi del sole, assaporando il gusto della spensieratezza, lontano dalla frenetica routine metropolitana.

 
 
 

La Necropoli etrusca

La Necropoli etrusca che si estende per 750 ettari ed è situata a tre km dal centro abitato di Tarquinia  patrimonio dell'Unesco, in località Montarozzi, è una delle più importanti tra quelle conosciute essendo ricca di tombe a camera con decorazioni pittoriche. L'uso di decorare le camere sepolcrali non è prerogativa della città di Tarquinia vt lazio italy, ma è solo qui che il fenomeno raggiunge dimensioni tali da costituire un'importante testimonianza dell'evoluzione della civiltà etrusca dal VII al III secolo a.C. Sino ad oggi si conoscono circa 200 sepolcri con pitture o tracce di pitture che ritroviamo esclusivamente nelle dimore funebri degli aristocratici. Le immagini che vi sono riprodotte tendono a ricostruire intorno alla figura del defunto scene che si riferiscono alla sua vita quotidiana, quasi a voler sottolineare, riflettendo una credenza comune a tutti i popoli primitivi, la continuità della vita oltre la morte. Tra le molteplici, sono attualmente visitabili complessivamente 14 tombe: Tombe del Cacciatore, dei Giocolieri, della Pulcella, Cardarelli, della Fustigazione, Fiore di Loto, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti, dei Leopardi, delle Baccanti, della Caccia e Pesca, 5513 e 5591. 

 
 
 

Palazzo Vitelleschi - Museo Nazionale 

Il Palazzo Vitelleschi venne realizzato per volontà dei Cardinale Giovanni Vitelleschi tra il 1436 ed il 1439 su progetto di Giovanni Dalmata. II palazzo appartenne alla nobile famiglia tarquiniaese vt lazio italy, senz'altro la più insigne tra quelle che, tra alterne vicende, dominarono la vita politica, economica, sociale e religiosa di Cometo, sino al XVII secolo, allorché, ritiratisi definitivamente a Roma, gli ultimi eredi posero in vendita tutti i loro beni. Il palazzo venne posto all'asta nel 1892, a seguito del fallimento dell'ultimo proprietario, il Conte Soderini, e comprato dal Comune che in seguito lo cedette allo Stato. Attualmente ospita il Museo Nazionale Etrusco, considerato tra i più importanti d'Italia. Il portone principale sulla piazza Cavour immette in un arioso cortile a pianta trapezoidale il cui lato di fondo e quello destra sono caratterizzati da un porticato a duplice ordine ad arco acuto con decorazioni bicrome in macco e nenfro.

Nei mezzo del cortile si trova un pozzo ottagonale, sul cui lato posto verso l'ingresso, è scolpito in bassorilievo lo stemma dei Vitelleschi. In due ambienti posti al pianterreno, immediatamente a destra dell'ingresso al cortile sono stati collocati importanti sarcofagi, preziosi documenti della scultura funeraria del lII-I secolo a.C. tra i quali, notevoli, quello di Laris appartenente alla famiglia Partunus, quello di Velthur, anch'esso della famiglia Partunus, e quello dell'Obeso. Nella saletta a fianco si trovano i sarcofagi di membri delle famiglie Pulena e Camna. Al primo piano è esposta una ricca collezione di reperti, dal periodo villanoviano a quello romano, che documentano l'evoluzione della pittura vascolare greca ed etrusca nelle sue varie forme. Di notevole bellezza il corredo della tomba del vaso di Bocchoris (VII-Vl secolo a.C.), i vasi greci a figure nere del VI secolo a.C. la famosissima coppa dipinta con raffigurazioni delle massime divinità greche, il calice plastico di raffinata arte ionico-attica a testa di giovinetta ed una bellissima coppa con le figure di Elena e Priamo.

Al secondo piano sono collocate la cappella e l'anticappella, con interessanti affreschi del ciclo delle Storie di Lucrezia, databili al XV secolo. Nella sala, interamente restaurata e aperta al pubblico dal gennaio 2002, si può visitare l'esposizione "Tarquinia vt lazio italia Etrusca: una nuova Storia" che accoglie l'elegante scultura fittile dei cavalli alati, famosa in tutto il mondo, rinvenuta nel 1936 nella località denominata Ara della Regina, e facente parte della decorazione del frontone del tempio dell'Acropoli. Adiacente all'anticappella si trova la magnifica Sala delle Armi, da cui si gode di uno splendido panorama, utilizzata per mostre e convegni.

Sotto al loggiato è collocato losplendido monumento funebre del 1500 appartenente ad Aurelio Mezzopane, traslato in questa sede dopo la sconsacrazione della vicina chiesa di san Marco. In fondo al loggiato, sulla sinistra sono state collocate le pitture di quattro tombe (delle Bighe, del Triclinio, delle Olimpiadi, della Nave), provenienti dalla Necropoli di Montarozzi, distaccate per motivi di conservazione.

Tarchon Luxury B&B, infoline: (+39) 3298775520 - 3290038893 e-mail: clienti@tarchonclub.com


Video Città di Tarquinia

Il video amatoriale è stato realizzato nel mese di Marzo 2012 e vi mostra la Chiesa di Santa Maria in Castello  con lo sfondo la valle del fiume Marta e il mare Tirreno.
 
 
 
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